Dunque, la giornata di ieri mi ha visto molto tranquillo e all’opera sulla tastiera, con un post politico-polemico ed uno sportivo-nostalgico che trovate sul blog della Canegrate Ca220 (che cosa sia la Canegrate Ca220 ve lo narrerò in un’altra circostanza perché posso garantirvi che non è solo una squadra di calcetto). Oggi quindi mi limito a pubblicare il simbolico post paraculo, ovvero quello in cui sbatti in html l’embed di un video di YouTube e speri di aver beccato l’hype giusto.
Siccome però sono un gozzo pure io come lo è il mio amico Acir, non mi limito ad un video, ma ne sparo ben tre (che è simbolicamente infatti il numero che rappresenta l’enfasi e l’intensità).
Perché questi tre trailer?
Perché se le aspettative vengono mantenute (e col primo siamo già a posto) … vaffanculo ai Maya … il mondo per me può anche finire! Sono soddisfatto.
Diamo il via ad una nuova rubrica della prospettiva del verme, silenzio in sala … una rubrica che presenterà le più importanti uscite cinematografiche e ne analizzerà altre.
Per la prima settimana del 2012 le uscite previste di venerdì 06 gennaio sono:
Alvin Superstar 3 – Si salvi chi può! … e oserei dire che è più o meno anche il mio pensiero …
J.Edgar … e questo finisce in direttissima nella rubrica io questo lo vedo
Immaturi – Il viaggio … e visto che non ho visto il primo … e visto che non vedrò il terzo …
Finalmente maggiorenni … visto il trailer visto tutto
Guillermo del Toro Gomez, una mente che mi affascina. Maestro dell’inquietudine, questa sarebbe la mia migliore descrizione per colui che ogni volta si metta dietro la cinepresa, come regista, o nascosto dietro le pagine di un libro (Progenie, il suo primo romanzo) riesce sempre a scuotere le mie angosce.
Mi sono imbattuto mille anni fa (1997) nel suo Mimic, senza sapere nemmeno chi fosse il del Toro regista, e non sono rimasto impressionato dalla pellicola (ma non è la regia ad affascinarmi di del Toro), ma già allora avevo notato la fissazione per i dettagli inquietanti del regista messicano. Loculi e gallerie, malattie e deformazioni con annesse problematiche agli occhi del villain di turno hanno sempre reso i personaggi di Guillermo del Toro non solo cattivi, ma anche disturbativi, senza dover ricorre ai soliti metodi splatter, inquadrature strettissime o semplici stanze buie e picchi di sonoro per rendere pauroso un film.
La spina del diavolo, Hellboy (I e II), Blade II ed Il labirinto del Fauno hanno lasciato tutti un bel ricordo, ed è quindi normale che ci sia rimasto male quando ha annunciato di non voler prender parte al progetto Universal “Le montagne della follia” di H.P. Lovecraft. Vorrà dire che mi consolerò coi suoi Frankenstein e Dr. Jekyll & Mr. Hyde, preparandomi intanto con l’opera d’esordio di Troy Nixey (regista di corti) che vede come autore della sceneggiatura (non originale, remake di un film Tv del 73) Guillermo stesso.
Intanto ecco il trailer di Don’t be afraid of the dark (giugno 2011 in america), nelle sale italiane dal 10 febbraio tradotto come Non avere paura del buio.
Sally Hurst è una bambina introversa e solitaria appena giunta nel Rhode Island per vivere con suo padre Alex e la sua nuova compagna Kim in una villa del 19° secolo in ristrutturazione. Mentre esplora la grande residenza, Sally scopre una cantina rimasta nascosta fin dalla misteriosa scomparsa del costruttore della casa, avvenuta un secolo prima. Libera così, involontariamente, malvagie creature che vogliono trascinarla nelle oscure profondità dell’antica dimora. Sally deve convincere Alex e Kim che non si tratta di una fantasia, ma di una terribile realtà che incombe su tutti loro.
Ecco la seconda rubrica, questa cadrà in maniera forse meno regolare della nuova (vecchia per chi ha seguito il Collettivo del Frullo) Crazy Bitch.
Io questo lo vedo è una rubrica di Trailer e magari anche qualche recensione, vedremo se editare il post stesso o crearne una nuova (magari … io questo l’ho visto), riguardanti film che mi hanno intrigato-interessato-caricato a partire dal trailer.
Per quanto riguarda questo primo trailer riguardante l’ultima fatica del Nord Irlandese Liam Neeson, dopo aver visto Taken (2008, arrivato in Italia come Io vi troverò) e Unknown (2011 – Senza Identità) mi unisco al coro di Nanni Cobretti de I 400 calci e comincerò a chiamarlo Liam “Cazzuto” Neeson.
L’uomo che affronterà il lupo con i cocci di 6 Becks Next!
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