Ci eravamo presi una bella pausa a partire da questo dicembre, ma RIP sta cercando di risalire la china e quindi ripartono anche le varie rubriche de La Prospettiva del Verme.
Tutto questo mentre cercheremo di convincere anche tutto il resto della ciurma a ripartire il prima possibile.
Con oggi riparte anche Crazy Bitch e questi sono i Sailon con Sacred. Lei? Jonna Sailon attuale cantante degli All Ends.
Veder ballare è una cosa che mi esilia dal mondo, uno perché perdo il contatto con la realtà, due perché quando il tempo torna a scorrere normalmente comincio a pensare a quanto sia fortunato chi come me ha innata la capacità di ballare in maniera così appagante.
A quel punto mi rendo conto che il tempo è tornato a scorrere sui suoi binari, ma io … io non ho ancora ritrovato il contatto con la realtà, perché nella terra di questa dimensione (o forse in tutto il multiverso) io ho un baobap colossale piantato lungo tutta la spina dorsale.
Quindi l’unica cosa che posso fare è piazzare canonicamente il mio amemmipiace su Facebook …
Lui, Lei, L’Altra, L’Altra Lei, L’onnipresente moglie, La strega, La mamma Fantasma, La licantropa, La storia d’amore, La sequenza finale per un eventuale secondo film (sempre con la moglie).
Un sacco di L in questo film, forse fosse durato 10 minuti in più ci stava anche La Mummia.
Per fortuna è durato 10 minuti meno.
Un film che mi lascia a bocca aperta, e mi instilla un dubbio epocale (che prendo tipicamente alla lontana) …
note per il lettore: il prossimo passaggio è da leggere immaginandomi felice che parlo un po’ veloce
E’ il 2003 ed esco dal cinema consapevole che la mia vita è cambiata, ho visto il mio film. Ho trovato casa mia, torno a casa, e cerco in rete ogni informazione inerente Big Fish, e decido che se quello è il mio film preferito, il regista sarà uno di cui fidarsi a prescindere, si instaura un rapporto di fiducia a cui non verrò mai meno.
Tim Burton, per me è sì, avrai sempre il mio voto positivo, avrai sempre i miei soldi. Mi informo anche sulla sua filmografia passata. Cazzo è quello che ha fatto Beetlejuice (lo sapevo di potermi fidare), e anche Edward Mani di forbice (un po’ melenso ma una fiaba dark … figata), ha fatto i primi due Batman … Il mistero di Sleepy Hollow … cosa vuoi dire a uno così? Vabbé Ed Wood e l’Alba del Pianeta delle scimmie? Non li metti nemmeno tra i film brutti … li etichetti con il canonico “sperimentazioni”.
La fabbrica di cioccolato mi ha un po’ spiazzato lo ammetto, ma Tim è lo zio che viene a pranzo per Natale, anche se una volta sbaglia … La sposa cadavere … vabbé due volte, chessarmai … con Sweeney Todd sei lì con le spalle al muro, ma agli sguardi accusatori che ti danno del coglione che credi ancora in zio Tim riesci a rispondere con un elegante carpiato puntando sulla difficoltà del musical in ambientazioni gotiche (magari citi un Gaiman per eliminare i meno preparati e te la cavi ancora). Dentro di te lotti per scacciare quel dubbio, e entri al cinema speranzoso dopo tre anni di lotte intestine … Alice in wonderland … quando arriva la frase finale “deliranza che bellanza” tu sei nascosto dentro il giubbotto di pelle, perché eri al cinema con la maglia “I belive in Tim“, il berretto “Tim uno di noi” l’hai già fatto sparire sotto la poltrona per evitare i tafferugli che la celere sta sedando in cima alle scale.
Altri due anni, hai tolto gli adesivi dalla macchina, se si parla di cinema citi film polacchi e Luc Besson se vuoi storie d’amore alternative, entri al cinema fingendo di non avere grandi aspettative verso il regista che ha diretto il t u o f i l m p r e f e r i t o.
Si spengono le luci, Johhny si lancia sullo schermo nei panni di Barnabas Collins per 113 minuti.
centotredici interminabili minuti seimilasettecentoottanta secondi seduto come un cervo davanti ai fari di una Ford Bronco che ti punta durante un’interminabile frenata alla fine della quale ti centra con una vagonata di puttanate che nemmeno il camion di letame di ritorno al futuro.
Esci dal cinema, corri a casa, apri il blog e butti giù lettere e parole a caso di getto, il dubbio non ti attanaglia più, è divenuto certezza, quella frase che non riuscivi a focalizzare alla fine degli ultimi film ora è chiara, folgorato sulla via di Damasco …
Dunque, la giornata di ieri mi ha visto molto tranquillo e all’opera sulla tastiera, con un post politico-polemico ed uno sportivo-nostalgico che trovate sul blog della Canegrate Ca220 (che cosa sia la Canegrate Ca220 ve lo narrerò in un’altra circostanza perché posso garantirvi che non è solo una squadra di calcetto). Oggi quindi mi limito a pubblicare il simbolico post paraculo, ovvero quello in cui sbatti in html l’embed di un video di YouTube e speri di aver beccato l’hype giusto.
Siccome però sono un gozzo pure io come lo è il mio amico Acir, non mi limito ad un video, ma ne sparo ben tre (che è simbolicamente infatti il numero che rappresenta l’enfasi e l’intensità).
Perché questi tre trailer?
Perché se le aspettative vengono mantenute (e col primo siamo già a posto) … vaffanculo ai Maya … il mondo per me può anche finire! Sono soddisfatto.
Per sapere come funziona il RIPFactor, puoi riascoltare il podcast direttamente qui, altrimenti puoi leggerti il pistolotto. PISTOLOTTO RIPFACTOR: RIPFactor è un contest musicale per emergenti, inviando i tuoi brani (specificando il preferito) ed una biografia, verrai presentato in una puntata del programma di Radio Illusioni Parallele, in onda ogni mercoled […]
E’ la terza volta che cancello tutto quello che ho scritto. Berg oggi mi ha dato una notizia che nessuno stava aspettando. Preferirei non parlarne nemmeno, e forse sarebbe più giusto così, c’è un bel po’ di confusione dentro di me sulla decisione, alla fine di questo scritto, riguardo il premere o meno il tasto […]
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